Lo sguardo verso ciò che cambia,
si muove, lotta, resiste.
Bio
Nancy Motta nasce a Brindisi. Nel 1983 si trasferisce a Bologna e nel 1992 inizia la sua attività di fotoreporter, scegliendo fin da subito di rivolgere lo sguardo verso ciò che cambia, si muove, lotta, resiste.
La fotografia teatrale è il suo primo linguaggio, ma è il reportage a diventare presto la sua vocazione. Collabora con le principali testate italiane – Corriere della Sera, La Repubblica, L’Unità, Panorama, Famiglia Cristiana, L’Espresso – raccontando la cronaca nazionale e internazionale con un’attenzione costante alle persone, ai gesti, alle storie che sfuggono ai titoli.
Dal 1992 attraversa i Balcani in anni cruciali: Albania, ex Jugoslavia, Montenegro, Macedonia, Kosovo. Documenta conflitti, migrazioni, frontiere, e lo fa con uno sguardo che non cerca lo spettacolo della guerra, ma la dignità di chi la vive. Nel 1994 è in Iraq, dove torna nel 2003 per raccontare la caduta del regime di Saddam Hussein. Seguono viaggi in Siria, tra le comunità curde clandestine, e in Palestina e Israele, dove lavora a più riprese tra il 1999 e il 2005. Nel 2003 è in Chiapas, tra le comunità indigene, e nel 2018 torna in Messico per documentare il primo incontro internazionale delle donne zapatiste. Viaggia anche in Armenia, in Togo e in diverse città europee.
Parallelamente, dedica una parte importante della sua ricerca al mondo del lavoro: fabbriche metalmeccaniche, cantieri dell’alta velocità, lo smantellamento dell’ILVA di Bagnoli, le trasformazioni industriali dell’Italia contemporanea. Collabora con sindacati, ONG, enti pubblici e realtà produttive, costruendo progetti a lungo termine che uniscono rigore documentario e sensibilità sociale.
Nel 2006 a Bologna partecipa alla nascita dell’associazione UFO – Unione Fotografi Organizzati, impegnata nella tutela degli archivi fotografici e nella diffusione della cultura visiva. Nel 2018 è tra i fondatori della rivista online EffeSedici Magazine.
Autrice di numerosi libri fotografici, pubblica tra gli altri Otranto Albania Kosovo, Iraq – La guerra continua, Terra, Harmattan, Brindisi un altro sguardo, FSE – Lungo il binario del cambiamento, Quei giorni di Maggio e Mesagne e la sua Madonna. Le sue opere sono state presentate in mostre, festival e contesti istituzionali in Italia e all’estero.
Nel corso della sua carriera riceve diversi riconoscimenti, tra cui il premio La Vela Latina (2009), il riconoscimento di Eccellenza al Festival Internazionale di Jinan in Cina (2016) e il premio Eccellenze Napoli Cultural Classic (2018).
Oggi Nancy continua a lavorare su progetti documentari, a insegnare fotografia e a esplorare il rapporto tra memoria, territorio e identità. La sua fotografia è un attraversamento: un modo di stare nel mondo con attenzione, rispetto e profondità.